14 marzo 2004 – Lettera di un amico

Già, scusami se la mia lettera sarà un po’ fredda e in un certo senso anche diretta ed esplicita, ma è perché ho una centrifuga di idee in testa che non voglio ordinare e lascio che siano loro a venire fuori e a mostrarti/mi tutto il mio io.

Ti chiedi se sia meglio scopare tutta la vita con puttane, bere, fumare e autodistruggersi oppure tirare su dei figli e poi accorgersi un giorno di non amare più la donna con cui si è sposati e costretti ad andare avanti con i guai della vita per dovere. Non sono d’accordo che il senso del dovere ci sia in tutti e due i casi. Il dovere lo hai verso quello che crei (= TUO FIGLIO). E’ un po’ quello che ti ho scritto nel capitolo che ti ho mandato l’ultima volta. Le uniche vere persone che si possono amare (e non dico “veramente” perché o si ama o non si ama) sono i figli. Chissà se c’è scritto questo sui libri di scienza e sul libro di Piero Angela che leggi tu…

L’ultima volta che sei venuto a casa mi hai detto di scoprire veramente quello che voglio: anche se da come ti ho scritto prima può sembrare che voglia diventare padre a tutti i costi, quello che voglio veramente io lo ripudio!
Non riesco a vivere prefissandomi un obiettivo finale da raggiungere; è un’idea che non concepisco, non abita dentro di me. La vita è fottutamente troppo corta per sprecarla (secondo me) ed inseguire degli ideali e degli obiettivi. Nella vita non ci sono regole! Le regole sorgono quando dobbiamo evitare dei “problemi” o meglio degli avvenimenti che noi chiamiamo problemi, ma che in realtà sono solo conseguenze dovute al nostro agire.

Potrei stare qui a scriverti diecimila esempi di diverso genere su questo, ma te ne farò solo alcuni: più tendiamo a porci un obiettivo, e quindi a dettare a noi stessi le regole per raggiungerlo, più ci scostiamo dal percorso prefissato. Più vogliamo ardentemente amare una donna e farci amare da lei, più ci roviniamo dandole troppo amore senza averne in cambio. Più vogliamo vincere dei soldi al totocalcio o alle lotterie o ai videopoker, più sono i soldi che dovremo spendere, al punto che la vincita coprirà solo la metà delle scommesse.
Più vogliamo potere, più nemici avremo sulla nostra strada e se vogliamo abbatterli tutti ci discosteremo dal nostro obiettivo, poiché il potere si basa su un rapporto di uno a uno/tanto, e restando l’unico uomo sulla faccia della terra non si ha potere.

Concludendo il concetto, io vivo per vivere la mia vita e non per diventare ricco, per andare in paradiso o per l’amore di una donna. Ci preoccupiamo tanto di trattare i nostri simili come tali e non come oggetti. In realtà è proprio quello che siamo: OGGETTI CHE SERVONO ALLA VITA PER ANDARE AVANTI. Ma la nostra condizione di oggetti non è un rapporto di sudditanza, o almeno, all’origine non è così. La vita è un qualcosa di indescrivibile, è come un portale aperto a tutte le possibilità e a tutte le impossibilità, è forza allo stato puro, è… VITA!