Per un capriccio – Giacomo Arru, 29 aprile 2014

Per un capriccio
ti ho conosciuta, e
se non ero sicuro prima
ora ogni mio dubbio
è crollato , lasciando
spazio soltanto al buio
ora che non ci sei più.
Ti ho amata per la vita,
ed è stato bellissimo, ancora
lo rifarei cento e mille volte.
Quante volte ancora
proverò un amore così grande
quante volte ancora e ancora
taglierò il mio cuore?
Così è la vita, ci si
accorge della bellezza
di ciò che si ha avuto
solo quando infine
purtroppo lo si è perduto.

Giacomo Arru
29 Aprile 2014

Federico Garcia Lorca – Come son pesanti i giorni

Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l’amore può morire.

Pablo Neruda – Se tu mi dimentichi

Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata”

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

Così soli – 21/04/2014 – Giacomo Arru

Così soli. – 21/04/2014

Vecchi derelitti camminano
con lo sguardo basso e
la schiena ricurva,

con gli occhi ormai spenti
sono privi di vita e grigi
vagano lenti per il mondo.

E mentre si spostano
in un’agonia continua
si consumano del tutto;

immaginando cose accadute
tanto tempo fa finiscono
da soli la loro vita già finita
e sopravvivono solo per ricordare. 

G. Arru