Tuttor ch’eo dirò “gioì”, gioiva cosa – Guittone D’Arezzo

Tuttor ch’eo dirò «gioi’», gioiva cosa,
intenderete che di voi favello,
che gioia sete di beltà gioiosa
e gioia di piacer gioioso e bello,

e gioia in cui gioioso avenir posa,
gioi’ d’adornezze, e gioi’ di cor asnello,
gioia in cui viso e gioi’ tant’amorosa
ched è gioiosa gioi’ mirare in ello.

Gioi’ di volere e gioi’ di pensamento
e gioi’ di dire e gioi’ di far gioioso
e gioi’ d’onni gioioso movimento:

per ch’eo, gioiosa gioi’, sì disïoso
di voi mi trovo che mai gioi’ non sento
se ’n vostra gioi’ il meo cor non riposo.

T’amo come si amano certe cose oscure – Pablo Neruda

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

 

Pablo Neruda