Non ti scordar di me – Giacomo Arru

Non ti scordar di me,
patetica bambina
dalle incolmabili paure,
tempio di insicurezze
senza speranza.

Non trattarmi come
un temporale estivo,
una semplice parentesi
tra le tue aleatorie frasi,
ma decorami delle mie virtù.

Rimembra per sempre
il mio gentile animo,
e vaga zoppicante nel deserto
delle tue emozioni,
o stolta e miserabile creatura.

 

Giacomo Arru – Luglio 2004

Arthur Rimbaud – Sognato per l’inverno

C’è un legame naturale tra gli antichi poeti e noi stessi a diciassett’anni… – Giacomo Arru

A…Lei.

D’inverno, ce ne andremo in un piccolo vagone rosa
con i cuscini blu.
Staremo bene. Un nido di pazzi baci riposa
in qualche soffice angolo.

Tu chiuderai gli occhi, per non vedere, dai vetri
ghignare le ombre delle sere,
queste arcigne mostruosità, plebaglie
di neri démoni e neri lupi.

Poi sentirai la guancia scalfita…
Un piccolo bacio, come un ragno folle,
ti correrà per il collo…

E tu mi dirai: «Cerca!» inclinando la testa,
e perderemo tempo a cercare quella bestia
– che così tanto viaggia…

In treno, 7 ottobre 1870.

Eugenio Montale – Cigola la carrucola del pozzo

Cigola la carrucola del pozzo,
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un’immagine ride.
Accosto il volto ad evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro…
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all’atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Eugenio Montale

Anonimo – Autunno (parte 4)

A Lei…

A Lei, che vogliosa e pudica
discorreva d’amore, con le mani
sul mio viso più giovane. Carezze
notturne su lenzuola disfatte.

A Lei, venere plebea; frutto
proibito ai mortali -Gran monito!,
che, di castità avvinta, sedeva lontana,
passeggera dei suoi timori.

A Lei, immune al Cupido arciere,
io invio i miei dubbi sbiaditi
e notturni, ora che un nuovo sole
è giunto calmo ad estirparli.

 

G.C.

Giacomo Arru – Allumato m’ha l’amor di fiamma

Allumato m’ha l’amor di fiamma
che d’ora tutto m’avvolge forte,
e non m’allenta d’abbraccio mortal
ché pel corpo mio si nutre;

Tristura e felicitate pugnan’
contro, la colorita gioia del bene
mi lumina de la vostra scintilla
e strano sorriso mi traversa;

Or freddura d’aigua è ‘l mio disïo
infra ‘l foco che mi cinge, ma
l’amor d’ardor è lo spirto vero

ché ogne om infin v’aspira,
e quivi bruciante siedo anch’io
volto al cïelo ché vi bramo.

Giacomo Arru
21 luglio 2008