Caro Babbo – Marco Masini (1990)

Mi sembravi
alto altissimo
quando ero piccolino
eri il mio
gigante buono
che giocava a nascondino
mi batteva
forte il cuore
mentre stavo
ad aspettare
felice di nascondermi
ma anche
di farmi trovare
Ti sentivo
forte e a volte
mi facevi un po’ paura
ma eri il mio
cavallo docile
e il tappeto
la pianura
e scendevo e camminavo
nelle tue
scarpe pesanti
fra colline
di poltrone
coi miei passi
da gigante
Era dolce era dolcissimo
lo ricordo
e te lo dico
eri il mio
piu’ grande eroe
eri il primo
vero amico
sei pero’ rimpicciolito
i primi anni
della scuola
tornavi tardi a casa
e la mamma
sempre sola
mi svegliavo
d’improvviso
e vi sentivo
ancora urlare
eri sempre piu’ nervoso
e non mi stavi
ad ascoltare
Altre volte
mi picchiavi
e le tue parole dure
spalancavano soltanto
una vita di paure
Eri assente
irraggiungibile
io ti odiavo
e te lo dico
eri in sogno
l’uomo nero
eri a un tratto il
mio nemico
E ho portato
come un lutto
il tuo sangue
nelle vene
ma il mio cuore
per dispetto
ti voleva ancora bene
e ora babbo
te lo scrivo
come quando ero bambino
come quando
per trovarci
giocavamo a nascondino
E ora e’
freddo anzi freddissimo
piango mentre
te lo dico
cosa aspetti ad
arrivare
babbo se
mi sei amico
Era dolce
era dolcissimo
l’ho capito
e te lo scrivo
quante volte io
dovro’ morire per
sentirmi ancora vivo?
sentirmi ancora vivo?