Disavanzo – Gennaio 2004

Giovane fanciulla assai carina
gradevole è la tua compagnia,
e leggera la tua presenza.

Perché vuoi ora rovinarti
stuzzicando la mia bontà,
risvegliando i passati
calori primaverili?
Non basta alla tua testa
avere la mia parola?
Ascolta il consiglio,
finché sei in tempo.

Ignora questo vecchio disavanzo
e getta i tuoi sguardi altrove,
ché dura è la via della conoscenza.

Giacomo Arru

Mamma – Settembre 2003

Opera giovanile – Settembre 2003

Mamma. Quale immenso,
sublime, amore incondizionato.
E giaccio esanime tra i vostri seni,
supreme fonti di vita,
con li occhi chiusi, persi
e fatalmente riposati, finalmente.

Il vostro costante sentimento
non bastò a mia sopravvivenza, seppure
insuperabile in bontà e purezza,
contro l’infida esistenza.
Il vostro dolore ora ha il volto della morte,
scolpito sulle carni prosciugate.

Perdonatemi signora, saggia guardiana
di forza natural custode, poiché
il vostro stesso sangue, ora smarrito,
nacque così debole e all’evidenza cieco.

Giacomo Arru

Vorrei – Luglio 2003

Opera giovanile – Luglio 2003

…“vorrei tanto poter cancellare
le ancore che a lei ti legano”
mi diceva,
“con i miei baci farti dimenticare
le questioni che ti attanagliano”
insisteva,
“dalla tua mente i ricordi sollevare
ché anche nel sonno ti soffocano.”
e piangeva.

ed io ascoltavo saggio, silente
mentre lei mi accarezzava,
con le labbra rosse mi baciava,
senza ancora dire niente,
rendendo la sua attesa esasperante
sì che al mio ventre supplicava.

e poi rispuosi
“ma non subito, non adesso,
ancora resto un po’ a rimuginare
con me, e il suo odore addosso
senza fretta stare a rimembrare
‘suo amor che aver non posso.”…

Giacomo Arru